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Archive for aprile 2012

Guerriera – Francesca

Vespa regina
aguzza il pungiglione
– fredda guerriera

***

Francesca

Immagine di Ivan Billy Reali

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Svetti  a testa alta 

dentro a un mare di spighe 

rosso e orgoglioso. 

 

Papavero d’aprile 

fragile è la tua veste 

il vento ti spoglierà.


***

Flavia

Immagine di Ivan Billy Reali

 Il tipo di metrica giapponese che ho utilizzato si chiama  Bussokusekika:

 due versi di 5+7+5/7+7+7 sillabe.  

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Corteggiamento –

un merlo e due femmine

le imbecca entrambe

***

Flavia

*Ho assistito di persona, nel mio giardino, a questo rito.  Da una ricerca su internet ho scoperto che effettivamente la merla si lascia imbeccare dal maschio durante il corteggiamento, simulando il comportamento del pulcino. 

(immagine dal web, modificata)

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Ali nel sole – Flavia

Ali nel sole

volano via le nubi

cinguetta il tetto

*** 

Flavia

(immagine dal web modificata a computer)

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La quercia antica

conta gli anni al ciliegio

ceppo rugoso

***

Francesca

(immagini dal web)

Dedico questo haiku a mio papà che mi ha ‘portato dai campi’ questo bellissimo contrasto. 

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Raggio di sole

bagna la terra arida

– palpita un fiore

***

Francesca

 (immagine dal web)

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Sono una danza

le parole del corpo

-voce del cuore

***

Francesca

 

(immagine dal web)

Questo post è dedicato a mia mamma, Flavia, che domenica 22 Aprile finalmente leggerà il suo meraviglioso racconto ‘Solchi’ (https://filintrecciati.wordpress.com/2012/04/20/le-parole-del-corpo-solchi/) nel corso della Sesta Maratona Letteraria di Settimo Milanese. I miei più affettuosi complimenti per il bellissimo scritto e uno speciale augurio per questa densa esperienza. 

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Domenica 22 Aprile parteciperò alla Sesta Maratona di Racconti di Settimo Milanese con il mio scritto “Solchi” prodotto durante il Laboratorio di Scrittura Creativa organizzato da Semeion Teatro e condotto da Luca Chieregato,  che ringrazio per la bella esperienza che anche quest’anno mi hanno permesso di vivere.

Qui di seguito il mio racconto.

Flavia

Percepì la sua presenza prima ancora di averla vista. Sentì nell’aria il profumo di sandalo, caldo, che emanava la sua pelle. Si guardò attorno, sicuro che lei fosse lì, in mezzo a tutta quella gente riunita a festeggiare il compleanno di un amico. E infatti eccola là, dall’altra parte della stanza, irresistibilmente bella come quando si erano lasciati dieci anni prima. Non furono necessari preamboli. Dalla terrazza, dove si erano appartati, alla casa di lui il passo fu breve.
Un bacio lungo, intenso, profondo. Le mani sfiorano, si soffermano, esplorano. Sopra e sotto i vestiti. Poi, via anche quelli. Lui la spoglia smanioso e comincia a percorrere avido ogni piega del suo corpo, impaziente di possederla, di perdersi nella sua carne, di fondersi l’uno nell’altra. Lei, ancora lei! La desidera da morire e il suo cuore pulsa impazzito come la prima volta che era stata sua.
Lei si abbandona incredula al piacere di quelle carezze, i sensi appesi al tocco di quelle mani che scivolano ingorde sulla sua pelle. Ma a un tratto, avverte il gesto incerto di lui sulla cicatrice che le taglia il ventre, all’altezza del pube. La carezza improvvisamente lunga, tenera, curiosa indugia su quel lembo di pelle. Una lingua di fuoco si insinua in lei, nello squarcio da cui le hanno strappato l’utero, rubandole anche la capacità di desiderare e sentirsi desiderata. Le dita di lui risalgono, tornano a lambirle le labbra ora serrate, gli occhi incupiti, la fronte corrugata, e sembrano affondare dentro rughe fitte, profonde. Solchi. I palmi delle mani di lui, che le si posano sul seno, sui fianchi, sulle cosce, è come se frugassero nel mare increspato della sua pelle. E quella vampata di calore, che la stava avvolgendo nel risvegliarsi della passione, pare confondersi con un indizio di vecchiaia. La femmina bella e sensuale di qualche attimo prima svanisce di colpo. Al suo posto, una donna smarrita, che non riesce a far quadrare i conti fra il passato e il presente.  Simula un piacere che invece è stato ingoiato dall’amara estraneità dalla sua immagine e si allontana bruscamente da lui.
Dopo essersi rivestita rapida, lei si diresse verso la porta. Lo specchio in anticamera rifletteva ancora una volta, come dieci anni prima, il passo dinamico di due solide gambe curate. Ma il suo sguardo  vide un corpo avvizzito, l’età moltiplicata per cento, mentre l’uomo alle sue spalle cercava ancora nell’aria quel profumo di sandalo, caldo, penetrante.

 

 

 

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Temporale – haiku

Gemono i rami

sferzati dalla pioggia

– il merlo tace

***

Flavia 

(immagine dal web –  123 RF)

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Bacio prezioso – katauta

Un solo bacio

nel cuore custodito

diamante solitario

***

Flavia

(immagine dal web)

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