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Archive for 17 giugno 2012

Cari amici,   desideriamo condividere con tutti voi le meravigliose  emozioni che abbiamo vissuto sabato sera nell’assistere a questo bellissimo spettacolo teatrale all’aperto.

 Chi di voi è su FB può saperne di più, vedere le foto  e seguire le attività del Comteatro da qua
 
Il teatro ha anche un sito:
 
Per tutti, pubblichiamo l’epilogo di questo “viaggio” meraviglioso  nel Paese dei Pinocchi. E’ stato letto dopo che gli attori di tutti i 12 spettacoli  messi in scena avevano sfilato fra il pubblico, nel suggestivo scenario del parco  Giorgella (sede del teatro, a Corsico) con le fiaccole in mano, nel buio notturno di sabato scorso. Una grande, grandissima emozione difficile da descrivere
Flavia e Francesca

PINOCCHIO SULLA LUNA

TURCHINA: Pinocchio! Pinocchio? Ma dove sei… Pinocchio! Ma dove sei stato? Da dove arrivi?
PINOCCHIO: Eccomi, bambina turchina… eccomi qui.
TURCHINA: Pinocchio, ma sei tutto sporco di bianco… cos’hai addosso? Gesso? Farina? Borotalco?
PINOCCHIO: Niente di tutto questo, bambina turchina… arrivo dalla Luna! E ho addosso tanta polvere di Luna… vedi? Profuma…
TURCHINA: Pinocchio sulla Luna… questa non si era mai sentita prima.
PINOCCHIO: Sulla Luna, turchina mia… ero a cavallo di un cerbiatto volante di ritorno dal Paese dei Balocchi, quando a un certo punto siam saltati su una nuvola e… oplà!
TURCHINA: Non ti credo.
PINOCCHIO: E non è finita qui! Appena arrivato sulla Luna sai chi ho incontrato? Il grillo parlante che era diventato un grillo cantante, e cantava parole sconosciute per far piangere le libellule… sì, perché devi sapere che sulla Luna ci sono libellule grandi come aquiloni, bellissime e colorate come cento arcobaleni.
TURCHINA: Anche questa mi sa tanto di…
PINOCCHIO: E sai cos’è la cosa più incredibile? Che sulla Luna c’erano la mia mamma e il mio papà. Erano burattini anche loro, ma mica di legno. Erano come angeli di stoffa, tutti vestiti di bianco, e mi regalavano carezze a destra e a manca. E se anche facevo qualcosa di sbagliato, mica venivo punito. E se anche dicevo che preferivo il giocare allo studiare, non venivo rimproverato. E se anche dicevo che la minestra mi dava fastidio e preferivo il gelato al pistacchio e al cioccolato… non venivo sgridato, ma amato. Amato, capisci?
TURCHINA: Ora basta Pinocchio, questa è di sicuro è una bugia!
PINOCCHIO: No, no Turchina, no. Guarda il mio naso. E’ tranquillo al posto suo, e dentro le narici porta ancora i profumi della Luna.
TURCHINA: E allora dimostramelo.
PINOCCHIO: Non ce n’è bisogno. I sogni non si dimostrano, e tantomeno le magie. I sogni si disegnano, si dipingono, e hanno i colori come quelli della Luna…
TURCHINA: Bianca, vero?
PINOCCHIO: Ma no. La Luna è color argento… è viola come le viole, e rossa come le fragole…
TURCHINA: Pinocchio!
PINOCCHIO: E verde come le rane, azzurra come il cielo d’estate e gialla come i limoni… e tutti questi colori insieme danno il bianco. Il bianco della Luna, sì. E lascia sulla pelle quella polvere che è solo dei sogni… come quando ti svegli al mattino con gli occhi ancora incantati dalla notte, e le stelle…
TURCHINA: Cosa c’entrano adesso le stelle?
PINOCCHIO: E le stelle, dalla Luna, fatina mia, si assaggiano come caramelle al gusto di… al gusto di…
TURCHINA: Allora? Non sai inventarne più?
PINOCCHIO: Ma no, turchina… il gusto di ogni stella lo decidi tu.
TURCHINA: Adesso basta, bambino. E’ ora di far nanna.
PINOCCHIO: E va bene.
TURCHINA: Buona notte.
PINOCCHIO: Buona notte… fatina! Questa notte dove andrò? Posso andare a visitare Saturno?
TURCHINA: Se trovi un cerbiatto volante, perché no…
PINOCCHIO: Vado su saturno, faccio un giro con l’ombrello… e da lì ti porto un anello. Tutto per te. Mi vuoi bene?
TURCHINA: Ma che domanda è questa?
PINOCCHIO: L’unica domanda che conta. Mi vuoi bene? Mi vuoi bene? Mi vuoi bene?
TURCHINA: Ti voglio bene, Pinocchio. 

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I rondinini
cantano il nuovo giorno
alba d’estate
***
Francesca
(immagine dal web)

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