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Archive for 24 gennaio 2015

Appunti di viaggio di Luigi

IN MOVIMENTO

 

La strada è bella, immersa nel verde della campagna, piccoli villaggi, case sparse tra il verde intenso dei campi dove placide mucche pascolano indifferenti, ci accompagna un po’ di pioggia, a tratti acquazzone, che subito dopo lascia spazio a sprazzi di sole con un cielo azzurro e pulito ma questa è la Normandia, il tempo cambia velocemente come i suoi paesaggi. Raggiungiamo Formigny, un villaggio a pochi chilometri dalla spiaggia e in un piccolo bar la colazione è baguette con burro e marmellata e un café au lait che è quello che di più si avvicina al nostro cappuccino, perché qui, se chiedi un “cappuccino” ti servono tutt’altro; naturalmente pane burro e marmellata sono strepitosi…

Normandia1 (1)

 

 

LE SPIAGGE DELLO SBARCO

 

Dopo qualche chilometro ecco la spiaggia: “Omaha Beach”. Lunga fino all’orizzonte si rompe su una falesia bianca nel sole, una striscia di sabbia che sembra sottile -ma forse è l’effetto dell’alta marea- per essere stata il luogo di uno sbarco così imponente. Si staglia sul mare il monumento a ricordo di quell’evento.

 

 Normandia2

ruggisce il mare –

sulla spiaggia deserta

echi di grida

 

Ferro piantato nella sabbia, un monumento alla memoria, braccia tese verso il cielo, anime che s’innalzano tra dolore e paura, speriamo abbiano trovato la pace.

ferro contorto –

tra le forti onde ad Omaha

solo un ricordo

 

Dopo la spiaggia è la volta del cimitero americano di Colleville-sur-mer. Le “croci bianche”, “troppe”, “cinematografiche”, sotto agli occhi sono impressionanti, il cimitero degrada verso Omaha Beach, dove tanti dei soldati qui sepolti sono morti. Nonostante i molti visitatori aleggia un senso di pace e tra le croci ci si sente comunque soli, capita di fermarsi davanti ad alcune e leggendo il nome scolpito nel marmo, di pensare a chi fosse quel soldato, alla sua giovane vita interrotta così tragicamente, ci si commuove, soprattutto davanti a quelle di soldati sconosciuti, l’epitaffio cita più o meno così:

 

qui giace in onorata gloria un compagno in arme, sconosciuto, ma non a Dio.

 

Normandia3

 

sotto ai cipressi

troppe le bianche croci –

una preghiera

 

Dopo 70 anni il mondo è ancora pieno di guerre, l’odio e l’incomprensione non muoiono mai, e l’ultimo ku(verso) potrebbe essere sostituito con

 

“inutilmente”.

 

*****

Foto e testo di Luigi Zamproni

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