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Archive for the ‘flavia rolli’ Category

 

infreddolita

sulla primula in fiore

la prima ape

***

 

haiku di Flavia Rolli

immagine dal web

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all’imbrunire

gorgheggia la betulla

ancora spoglia

 

in un battito d’ali

cala fredda la sera

 

 tanka di Flavia Rolli

immagine dal web

 

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Nel periodo natalizio noi amici di Semplice..mente Haiku abbiamo condiviso qualche breve poesia.

Anche se il Natale è passato, raccolgo questi componimenti per fermare sulla pagina le nostre emozioni

e donarle a chi passa di qua, con i nostri auguri di Buon Anno.

 

ero bambino-
il profumo a Natale
dei mandarini

Haiku di Luigi Zamproni

 

 

nel grigio nulla

anche Babbo s’è perso –

nebbia a Natale

***

naso ghiacciato

e tremo per il freddo

però è Natale

 

haiku di Andrea Omini

 

 

 

scende la sera –

m’incammino incantata

verso la casa in festa

katauta di Francesca Casagrande

 

 

la notte scura

illuminata a giorno –

bianco Natale

haiku di Flavia Rolli

***

 

immagini dal web

 

 

 

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Haiku di Flavia

 

la notte scura

illuminata a giorno –

bianco Natale

***

haiku di Flavia Rolli

immagine dal web

 

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Anche quest’anno noi amici di Semplice…mente Haiku abbiamo voluto immergerci nella magia notturna del Parco delle Cave, a Milano,  per ammirare l’affascinante danza nuziale delle lucciole, nel periodo di massima luminescenza: tra maggio e giugno.  E anche quest’anno, sull’onda delle emozioni vissute, sono scaturiti alcuni haiku. Eccoli.

come a Natale

i rami sfavillanti

quante lucciole!

 

Flavia Rolli

***

 

dormono i campi –

le lucciole e la luna

vegliano accese

 

mille lucciole –

agli occhi dei bambini 

 fate del bosco

 

vecchia cascina 

tra lucciole e musica

riprendi vita

 

buca la notte

l’odore del sambuco 

più della luna

 

lampi lontani –

delle rane in amore

nel vecchio fosso

 

Laura Cainarca

***

 

danze di luce, 

accanto ai nostri passi-

piccoli amori

 

stelle cadute, 

lungo i fossi e tra i rami –

non volate via!

 

solo un istante, 

nel buio della notte –

ardo d’amore

 

Andrea Omini

***

 

con le lucciole

gareggia  un temporale –

notte stellata

 

Luigi Zamproni

***

Immagine dal web

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Senryu di Flavia

due_teste

 

due cuori puri –

si riflette sul viso

luce interiore

***

 

senryu di Flavia Rolli

foto di Scott Stulberg

 

 

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svetta nel cielo

leggendario gigante*

ammantato di neve

 

katatuta e immagine di Flavia

 

*La leggenda del gigante Haunold

Monte Baranci nell'area vacanze Alta Pusteria

Con i suoi 2.966 m, l’Haunold o Rocca dei Baranci è la vetta più alta del Gruppo Rondoi-Baranci presso San Candido nelle Dolomiti di Sesto. Intorno a questa montagna, che molti amano chiamare il gigante dormiente, ruota la leggenda del gigante Haunold.

Secondo una delle tradizioni più importanti della cultura locale di San Candido, il Gigante Haunold era figlio di un capitano romano, che da bambino bevve da una fonte miracolosa e crebbe così fino a diventare un gigante. In seguito, ai tempi in cui fu costruita la Chiesa Collegiata di San Candido, il gigante dimorava tra i monti intorno a San Candido, dove imperversava con tanti altri giganti. Per trascinare con meno sforzo le pesanti pietre necessarie alla costruzione della chiesa, la popolazione di San Candido convinse il gigante ad aiutarla. Il gigante trascinò quindi i pesanti blocchi squadrati e diede un grande aiuto alla costruzione della chiesa.

In cambio del suo duro lavoro il gigante Haunold pretendeva però ogni giorno un vitello, tre stai di fagioli e una botte di vino, ma non solo durante la costruzione della chiesa, bensì anche dopo il suo completamento. I Sancandidini non riuscivano più a liberarsi del gigante e del suo appetito insostenibile. Il consiglio comunale di San Candido ne discusse a lungo e decise di far scavare una buca che facesse da trappola. Il gigante vi cadde dentro e morì.

Lo spirito del gigante continua a vivere ancora oggi e vaga sull’Haunold, la montagna sopra San Candido che da lui ha preso il nome. In ricordo del gigante e del suo aiuto durante la costruzione della Chiesa Collegiata, al gigante fu tolta una costola che poi fu appesa nel vestibolo della chiesa, dove si può vedere ancora oggi.

Per la scienza però non si tratta ovviamente della costola di un gigante, ma di un osso appartenente a un animale preistorico.

 

https://www.altapusteria.com/cultura/tradizioni/leggenda-gigante-baranci/

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